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La dieta mediterranea

La dieta mediterranea
 

Dagli anni ’50 ad oggi sono stai compiuti vari studi sui regimi alimentari di popolazioni di diversi paesi, alla ricerca di relazioni tra le abitudini alimentari e l’insorgere, nei soggetti esaminati, di malattie dell’apparato cardiocircolatorio; questo per individuare il tipo di dieta ideale per prevenire o ridurre il rischio di tali malattie.
I dati raccolti parlano chiaro: tra le popolazioni del bacino del Mediterraneo, come Italia e Grecia, che si cibano in prevalenza di pasta, pesce, carne bianca, prodotti ortofrutticoli e utilizzano esclusivamente olio d’oliva come condimento, la percentuale di mortalità per cardiopatia ischemica è molto più bassa dei soggetti di paesi come la Finlandia, dove il regime alimentare quotidiano include molti grassi saturi (burro, strutto, latte, carne rossa).
Le conclusioni di tutti gli studi affermavano incontestabilmente un legame tra dieta povera di grassi saturi e minor rischio di infarto; inoltre, gli italiani ed i greci vivono mediamente più a lungo dei finlandesi e degli olandesi.
Una dieta di tipo Mediterraneo non è necessariamente “povera”, anzi l'apporto calorico dei grassi è mediamente alto, ma è rappresentato quasi totalmente da olio d’oliva: su queste basi l’alimentazione risulta più equilibrata di molte delle “diete dimagranti” pubblicizzate come soluzione per ogni problema di salute e linea; inoltre, nell’olio di oliva, oltre ad una adatta composizione in acidi grassi sono presenti alcuni componenti minori, a cui la chimica-clinica sta guardando sempre più con scrupolosa attenzione per il fatto di avere una elevata azione antiossidante, che contribuisce a diminuire alcuni tipi di tumore come quello all’intestino colon-retto ed alla mammella; questi componenti sono:



Polifenoli:
Oltre a conferire all’olio di oliva le caratteristiche note di amaro e piccante, sono potentissimi antiossidanti; da un punto di vista chimico essi sono costituiti da fenil acidi e loro derivati, secoiridoidi fenol alcoli, lignani e flavonoidi. Recenti sviluppi hanno messo in evidenza che soprattutto i lignani hanno una molecola molto simile ad alcuni farmaci utilizzati nei trattamenti di post-chemioterapia, suscitando meraviglia e spiccato interesse nel campo medico.
L’olio di oliva, in particolare l’extravergine, pertanto non solo è consigliabile per la sua composizione lipidica, ma risulta essere anche protettivo.



Alfa Tocoferolo:
Trattasi della vitamina E che, accanto alla vitamina A ed alla vitamina C è uno tra gli antiossidanti più efficaci ed è presente anche in altri alimenti soprattutto di origine vegetale.
E’ una vitamina essenziale per l’organismo umano in quanto la sua funzione è quella di proteggere l’integrità delle membrane cellulari.
L’olio di oliva è una delle principali fonti alimentari della vitamina E, ne contiene mediamente 200 mgr/Kg ed il fabbisogno giornaliero raccomandato è di 10 mgr. per l’uomo ed 8 mgr per la donna.



Detacarotene:
È la provitamina A, che poi il fegato provvede a trasformare in vitamina A, essenziale per la crescita, la riproduzione e l’integrità del sistema immunitario della cute.



Steroli:
l’olio di oliva è l’unico olio vegetale che possiede una quantità elevata di betasitosterolo, sostanza capace di contrastare l’assorbimento del colesterolo.



Squalene:
E’ una sostanza di particolare interesse biologico in quanto svolge un’azione protettiva contro i tumori al colon.
L’olio di oliva né è ricco nella sua frazione insaponificabile è ne contiene mediamente 5000 mgr/Kg.
Ricordiamo che, mentre la composizione in acidi grassi risulta pressoché uguale per tutte le categorie degli oli di oliva (vergini e raffinati), il contributo in antiossidanti è apportato soprattutto dagli oli extravergine; quindi, riassumendo, queste sono i suggerimenti per seguire la dieta mediterranea:



  • Consumare cibi freschi e di stagione, in maggioranza alimenti vegetali quali frutta, verdura, riso, pasta, fagioli;
  • Si alla carne bianca, mentre la carne rossa andrebbe consumata solo qualche volta al mese; il vino è opzionale, ma va consumato solo durante i pasti e mai oltre i 2 bicchieri;
  • Moderare il consumo di pollame e uova, mentre è ammesso il consumo di pesce;
  • Sostituire l’olio di oliva agli altri grassi, ricordando le percentuali (grassi non oltre il 30% dell’apporto calorico totale, ma anche la composizione di questo 30% tra saturi ed insaturi);
  • Per condire gli alimenti ed esaltare i sapori, oltre all’olio di oliva usare altri condimenti mediterranei, quali olive, capperi, erbe o spezie aromatiche, cercando di eliminare il sale.



 
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