Cultivar



Cultivar
 

Principali zone di coltivazione dell’oliva
Oltre ad alcuni paesi europei ed africani del bacino del Mediterraneo, altre zone di produzione sono l’Argentina , il Sud Africa e l’Australia .

L’Europa resta il produttore principale , dove Spagna, Italia e Grecia sono i primi tre paesi al mondo per tonnellate di produzione; un luogo comune che molti hanno è che l’olio italiano sia il più buono del mondo; sicuramente, esistono degli oli dalle caratteristiche organolettiche pressoché perfette in molte zone della nostra penisola, ma il fatto di avere un olio “buono” non è collegato necessariamente al paese di provenienza delle olive, in quanto il sapore, il colore dell’olio e tutte le sue caratteristiche organolettiche dipendono da diversi fattori, quali il tipo di terreno ed il clima a cui esso è esposto, la latitudine, il periodo ed metodo di raccolta, la varietà della pianta: potremmo quindi dire che è possibile ottenere un olio di ottima qualità in quasi tutto il mondo (tralasciamo naturalmente quelle zone dalle condizioni climatiche eccezionalmente fredde o torride), purché tutte le operazioni che costituiscono il ciclo di lavorazione dell’olio siano eseguite in modo corretto.
 

Principali cultivar
Ma quali sono, in Italia, i principali Cultivar (varietà della pianta di olivo) in Italia?

                                   
Frantoio
Frantoio

Moraiolo
Moraiolo

Leccino
Leccino

Ogliarola
Ogliarola

Coratina
Coratina
Carolea
Carolea
Nocellara
Nocellara
Taggiasca
Taggiasca
Casaliva
Casaliva


Nord Italia

Caratteristica della Liguria è l’oliva Taggiasca , pianta molto grande e di facile adattabilità, dalla resa in olio elevata; l’olio è dolce, di colore giallo.
Nelle zone più settentrionali, precisamente dei laghi lombardi, del Veneto e Trentino , troviamo infine la Casaliva , dall’elevata produttività e dal sapore fruttato armonico, leggero profumato, di colore giallo con riflessi arancio.

Centro Italia
Esistono 3 tipi di cultivar che sono presenti in quasi tutte le regioni, dalla Toscana all’Abruzzo: il Frantoio , il Moraiolo , il Leccino.
Sono piante dalla produttività costante nel tempo, presenti soprattutto in zone collinari ma si adattano facilmente ai diversi ambienti: il Moraiolo e il Frantoio hanno una resa in olio media, e producono un olio dal riconoscibile sapore fruttato, mentre il Leccino ha un minore contenuto in olio ed un sapore meno fruttato rispetto agli altri.
Oltre a queste 3 varietà, ne esistono altre che sono invece regionali, come la Dolce Agogia in Umbria, anch’essa adattabile a diversi ambienti e dalla produttività e resa in olio medie, ed il Canino e la Carboncella nel Lazio, la seconda dalla elevata produttività (diversamente dalla prima) e dal sapore fruttato delicato, molto aromatico.

Sud Italia
Esistono cultivar tipiche di ogni regione, favorite dal clima temperato e senza forti sbalzi di temperatura; in Puglia , molto diffusa è l’Ogliarola , Garganica o Salentina a seconda della zona; caratterizzata da un’elevata resistenza al freddo e da una produttività e resa in olio medie, produce un ottimo olio, dal sapore fruttato intenso.
Sempre in Puglia, la Coratina è un altro cultivar molto diffuso, che produce un olio dal sapore fruttato intenso, amaro piccante; la produttività è elevata e la resa in olio, tra l’altro molto ricco in polifenoli, è sopra la media.
Muovendo verso la Calabria , troviamo la Carolea , varietà molto resistente e di facile adattamento anche ad altitudini vicine ai 1000 metri; la produttività è buona, cosi come la resa in olio, dal sapore fruttato medio; la produzione viene utilizzata anche per la preparazione delle olive da tavola.
In Sicilia incontriamo il Biancolilla , dalla produttività altalenante e dalla bassa resa in olio, caratterizzato dal colore chiaro; altro cultivar locale è la Nocellara del Belice, pianta dai frutti molto grossi e dalla costante ed elevata produttività; ha duplice attitudine infatti può essere usata anche per ottenere olive in salamoia, oppure per produrre olio. Caratteristica peculiare degli oli siciliani è quella di avere un flavor che ricorda il pomodoro fresco.
Restiamo su un’isola, stavolta la Sardegna , dove troviamo la Bosana , cultivar molto adattabile e dall’elevata resa in olio, utilizzato anche per la produzione di olive nere da mensa, e la Pizzacarogna , molto meno adattabile e dalla produttività alterna, con una bassa resa in olio.




 
Logo basso